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La storia

 La scelta del Setter Irlandese, quale mio ausiliare di caccia, sin dalla metà degli anni sessanta, è stata determinata da una serie di situazioni ambientali  e dal tipo di attività venatoria che praticavo. 

Ho iniziato a cacciare sull’Altopiano Silano, ove,  ancor oggi, continuo a dar sfogo alle mie solitarie, smodate passioni cinofile e venatorie: me ne allontano nei soli periodi invernali, allorché  neve e gelo lo rendono del tutto impraticabile.

La Sila è un’immensa piattaforma  tra i 1.400 e i 1.900 m.l.m., con pendenze lievi e forme addolcite, dove il “pinus nigra”, varietà calabra, trova il suo habitat naturale e, insieme al faggio, al tasso e altre essenze, forma una sterminata  foresta.

Il suolo è costituito da un impermeabile sottofondo   granitico e da un substrato di morbido terriccio, ricco di humus,che comporta il ristagno di sottili strati d’acqua  e che forma aree paludose, anche nel bel mezzo del bosco.

 Zone umide e acquitrinose,  invasi idroelettrici e piccoli  laghetti da irrigazione, perfettamente inseriti nel contesto ambientale, danno un’immagine suggestiva al paesaggio e  costituiscono sosta per numerosi acquatici: spettacolo di variopinta, esuberante bellezza  ed inimmaginabile oasi nell’ arida solarità del mezzogiorno.

Inizialmente praticavo meno la caccia alla beccaccia, preferendo quella in palude, beccaccino in particolare, ove potevo dal sfogo alla mia giovanile voglia di sparare. 

Provai soggetti di varie razze  ma con risultati negativi o modesti.
Cominciai ad erudirmi leggendo riviste e pubblicazioni di ogni genere e appresi che idonei allo scopo erano  Gordons ed Irlandesi: i “cani rossi” tanto utilizzati nelle paludi pisane nella prima metà del secolo scorso.

Lessi  su “Rassegna Cinofila”, meravigliosa rivista un tempo  edita dall’ENCI, le relazioni fatte dal Giudice Dott. Griziotti a due setters Irlandesi  (Moanruad Rosita e Zara 2^), in prove su beccaccini in Lomellina, alle quali attribuì la qualifica di eccellente  ed il CAC.

Acquistai, nel marzo del 68, la prima femmina di irlandese dal Dott. Barbolini che fu Rara delle Fiamme di San Vito, e, l’anno successivo, un figlio di quella beccaccinista Zara 2^ e di Lapo dei Diavoli Rossi, di nome Quirino dei Diavoli Rossi, ottimo cane da palude e buon beccaccinista, ma modesto in altre forme di caccia.  
La prima cucciolata nell’aprile del 1971, alla quale ne seguirono altre scegliendo sempre, quali riproduttori, i migliori cacciatori e più rispondenti allo standard morfologico, con l’unico ed esclusivo scopo di dotarmi  di buoni irlandesi da utilizzare a caccia.

Inconsapevolmente, cominciai a fare selezione.

Acquistai diversi soggetti in Italia con risultati disastrosi, per cui, nell’arco degli anni ho importato numerosi  soggetti dall’ estero, prevalentemente da lavoro, mettendo in riproduzione solo quelli idonei e scartando gli altri.
I risultati furono decisamente positivi.


L’AFFISSO

Ovviamente, il nome prende a riferimento le sterminate bellezze dell’Altopiano Silano,  ricordato dal poeta latino Virgilio nel suo poema “le georgiche”:  “pascitur in Magna Silva formosa juvenca…”

Riconosciuto dall’ENCI e dalla F.C.I. di Bruxelles l’affisso  “della MAGNA SILA” nell’ottobre 1972.

 

 
Segnalato da dogsitter.it